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Notte magica sulla Gemsfreiheit

Pal Kufner 002 2Notte magica sulla Gemsfreiheit

La Gemsfreiheit, o Rifugio dei camosci è una minuscola zona del Gruppo del Bernina situata a circa 3200 metri di quota.

 

 

 

Grazie alla sua posizione, molto centrale, la possiamo definire il cuore del Bernina, o anche il portale che divide la parte alta dalla parte bassa. Verso l'alto, infatti, la Gemsfreiheit porta ad una crestina rocciosa chiamata Fortezza, oltre alla quale si può raggiungere abbastanza agevolmente la Fuorcla Bellavista e il Piz Palü, oppure, passando sotto le quattro cime del Bellavista, la Capanna Marco e Rosa, punto d'appoggio per la via normale al Pizzo Bernina. In estate la Gemsfreiheit costituisce piuttosto un punto di passaggio verso le cime del gruppo, dove al limite uno si ferma per un sorso di tè e qualche foto. In inverno invece, la Gemsfreiheit si mette la sua veste migliore e diventa una gita sci alpinistica che offre tre grandi vantaggi; la salita è, con poco più di 400 metri di dislivello, molto breve; la discesa invece si sviluppa lungo 1300 metri di dislivello fino a raggiungere la stazione di Morteratsch: e infine la Gemsfreiheit è un Belvedere privilegiato che offre una vista spettacolare sul Gruppo del Bernina, dove la maestosa parete Nord del Piz Palü, con i suoi tre pilastri, sembra tanto vicina da poterla toccare. Tutto questo per far capire che la Gemsfreiheit é una gita molto gettonata. Un po' meno usuale è stata invece l'idea, dei responsabili del settore sci alpinismo della Sportiva Palü, di organizzare una uscita alla Gemsfreiheit, sfruttando una notte di luna quasi piena. A questo invito hanno risposto 15 sci alpinisti che si sono ritrovati sabato, nel tardo pomeriggio, in cima alla Diavolezza. Ecco la cronaca della gita.

Dopo un'ottima cena, verso le otto, abbiamo lasciato il tepore e le luci rassicuranti della Diavolezza per tuffarci nel buio della notte stellata. Dopo una breve discesa che porta ghiacciaio sottostante, montiamo le pelli di foca e partiamo seguendo la nostra guida alpina, Moreno Demonti.
Attraversiamo tranquillamente il primo tratto molto pianeggiante e dopo aver superato un ripido pendio, verso le 21 e 45 siamo a tutti in cima alla Gemsfreiheit. E' notte fonda e pure il vento, previsto in serata, sembra voler attendere il nostro passaggio, prima di dare sfogo a tutto il suo vigore. Mentre ci prepariamo per la discesa, la luna fa capolino ma considerando che il versante da dove scenderemo è rivolto a Nord ci vorranno ore fino a che la luce della luna lo illumini. Quindi iniziamo a scendere, anche senza luna, nella notte illuminata dalle nostre lampade frontali. La neve fredda e polverosa, semplicemente da urlo contribuisce a dare a quest' uscita notturna un qualche cosa di magico. Noi quindici, amici, assieme in piena notte siamo consci di poter vivere attimi esaltanti, indimenticabili, immersi in quest' ambiente alpino che non finirà mai di stupirci. Durante la discesa, di tanto in tanto, ci fermiamo per ricompattare il gruppo e riprendere fiato. Più in basso,raggiungiamo il ghiacciaio del Morteratsch, dove di solito passa la pista, dell' Isla Persa, che scende dalla Diavolezza, attualmente ancora chiusa. Il terreno si fa più pianeggiante, ma siamo comunque sempre su di un ghiacciaio non privo di crepacci, quindi serve ancora prudenza, perché nessuno di noi ha la benché minima intenzione di finirci dentro. Verso le 23 siamo tutti alla stazione di Morteratsch incolumi, soddisfatti e felici. Approfittiamo del fatto che il ristorante è ancora aperto per concederci un rinfresco e rimanere ancora un attimo assieme per condividere le emozioni appena vissute e ringraziare Francesco per l'organizzazione e Moreno per averci guidato magistralmente. Anche se per molti dei partecipanti la Gemsfreiheit è un itinerario molto conosciuto, percorso anche più volte nella stessa stagione invernale, affrontarlo di notte è stata un'avventura tanto indimenticabile ed emozionante da diventare sicuramente un ricordo prezioso da raccontare, se Dio ci permetterà di vivere abbastanza a lungo, ai nostri nipoti.

Franco Liver Poschiavo, 9.02.2015